Dopo un estate di mobilitazione popolare per cercare di risolvere al più presto la questione della separazione brutale tra due quartieri, dopo diverse assemblee pubbliche, due manifestazioni e svariati incontri si è arrivati a metà settembre del 2011 ad un ennesimo incontro pubblico con i rappresentanti istituzionali (vice sindaco Testa, ass.re all’Urbanistica Verini e ass.re all’Ambiente Mottola) dai quali si è appreso che era stata definitivamente respinta l’ipotesi di un passaggio a livello pedonale dato che erano dati ormai per imminenti i lavori per il sottopasso, con inizio a Ottobre 2011 e completamento entro la fine di Febbraio 2012. Una tempistica che è subito apparsa difficile da rispettare mentre sono cadute nel vuoto le ragionevoli proposte avanzate dai cittadini. Una mozione firmata da oltre mille e quattrocento residenti proponeva, infatti, l’attraversamento pedonale in sicurezza come soluzione da raggiungere attraverso una forte presa di posizione nei confronti della dirigenza delle ferrovie. Soluzione che è stata adottata con successo, in questo stesso periodo, da un comune della Lombardia mentre a Ciampino i lavori non sono partiti e solo il 21 dicembre il sito web del comune ha fatto sapere della sottoscrizione di un verbale di intenti della sottoscrizione dell’amministrazione comunale “con la Direzione Territoriale ed Investimenti di Rfi, volto alla realizzazione del sottopasso pedonale in prossimità della fermata F.S. Acqua Acetosa.” (Per il comunicato originale, cliccare qui).
Il comunicato non ha fatto alcun riferimento alle certezze e alle tempistiche esibite a settembre ma ha puntato ad elogiare “Il lavoro costante di tutte le parti coinvolte, a cominciare dal Sindaco che, con una precisa volontà, non soltanto ha reso possibile la risoluzione delle trattative con Rfi per la questione del sottopasso, ma ha permesso di ristabilire dei ottimi rapporti con le Ferrovie dello Stato”
Il comunicato prenatalizio non ha più indicato i tempi di realizzazione. Nel frattempo si è aggravata una crisi economica dove tutto, a cominciare dagli investimenti e lo stesso destino delle ferrovie e dei trasporti locali, è in forse.
A questo punto chiediamo sia venuto il tempo per ridare spazio ad un confronto aperto in cui l’amministrazione comunale possa fornire una informazione non promozionale sulla situazione reale dei lavori previsti.
Ma la vera questione è di riconoscere la capacità di una popolazione di partecipare davvero al governo della cosa pubblica, a partire dall’esame della semplice ed economica proposta dell’attraversamento pedonale in sicurezza che cerca di sanare l’assurdo di una città lasciata sorgere senza una visione di bene comune e in cui basta l’impuntatura di un funzionario delle ferrovie per dividere due quartieri. Tra l’altro senza garantire la sicurezza, come dimostra il fatto che sono tollerati i passaggi che continuano ad avvenire nella rete di recinzione. Quasi a dire che tanto che se qualcuno si fa male, sono affari suoi.
La soluzione si trova invece quando la soluzione si trova assieme e il problema di ognuno è il problema di tutti.


