ciampinobenecomune

Una persona che viaggia attraverso il nostro paese si ferma in un villaggio, e qui non ha bisogno di chiedere cibo o acqua. Appena arrivata la gente le offre il cibo, la intrattiene. Questo è solo un lato di Ubuntu ma Ubuntu ha anche altri aspetti. Ubuntu non significa che le persone non debbano dedicarsi a se stesse. La questione piuttosto è: Vuoi farlo per aiutare la comunità che ti circonda a migliorare? (Nelson Mandela)

Il 21 aprile grande marcia per salvare il paesaggio romano 10 aprile 2013

Archiviato in: comunicati — ciampinobenecomune @ 17:08

La Confederazione comunità metropolitane di Roma aderisce alla giornata per la Terra di Italia Nostra, il Fai, il Wwf

Il parco dell'Appia Antica Il parco dell’Appia Antica

ROMA – Una marcia per salvare il paesaggio romano. Il 21 aprile, Natale di Roma, da Monte Cavo al Colosseo lungo l’Appia Antica. E’ l’iniziativa romana che nasce dentro la giornata nazionale «Marciamo per la Terra» lanciata da «Salviamo l’ambiente», il portale di associazioni a tutela del territorio che raccoglie realtà come Italia Nostra, il Fai, il Wwf. A Roma l’appello è stato fatto proprio dall’associazione Co.co.me.ro (Confederazione comunità metropolitane di Roma) che ha definito il percorso dall’alto dei Colli romani – il Monte Cavo – fino all’Anfiteatro Flavio, in una maratona per appassionati difensori dell’agro romano che inizia alle 6 della mattina e si conclude alle 18 sotto le arcate del Colosseo.

La mappa della marcia sul sito del Co.co.me.roLa mappa della marcia sul sito del Co.co.me.ro

A PIEDI SULL’ASSE SACRO – «Abbiamo scelto di muoverci sull’asse sacro di Roma – spiega Lorenzo Romito del Co.co.me.ro -, nel giorno in cui per il Natale di Roma abbiamo l’allineamento delle costellazioni sull’asse. E abbiamo proposto questo itinerario che avrà delle tappe a tutte le associazioni che intendono unirsi dai vari punti di partenza della città». Molte le adesioni già giunte che saranno formalizzate a breve, già definiti alcuni punti d’incontro importanti sull’asse prescelto, che corre lungo la via Appia: sono alle 10.30 la Villa di Messalla, poco dopo via Capo di Bove dove c’è una sede della Soprintendenza archeologica, la tomba di Cecilia Metella alle 14, infine il Colosseo alle 18. Sul sito del Co.co.me.ro intanto la google map preparata si sta arricchendo di simboli e suggerimenti.

Paolo Brogi

 

STOP IT!!! DON’T BURY THE BEAUTY OF OUR HISTORY AND LANDSCAPE WITH MORE CEMENT 4 febbraio 2013

Archiviato in: comunicati — ciampinobenecomune @ 23:51

STOP IT!!!

DON’T BURY THE BEAUTY OF OUR HISTORY AND LANDSCAPE WITH MORE CEMENT

FROM THE LAST AND ULTIMATE GREEN AREA A NEW ECONOMY AND A BETTER LIFESTYLE COULD START AGAIN IN THE CITY OF CIAMPINO.

THE AMAZING DISCOVERY OF  MARCO VALERIO MESSALLA CORVINO’S VILLA, TOGETHER WITH THE ASTOUNDING SCULPTURES OF NIOBE (DAUGHTER OF TANTALUS IN GREEK MYTHOLOGY) IS BEING JEOPARDIZED.

55,000 cubic meters of building cement could be employed nearby the archeological site. A site containing a Roman pool and seven wonderful statues depicting the myth of Niobe as told in Ovid’s Metamorphoses. In the same area a famous battle was fought that contributed to the end of the Avignon Papacy. The site retains also the remains of mansions dating back the 17th Century. Some decades B.C. the Villa was the place where outstanding classical authors drew inspiration for their masterpieces. This led also to the creation of the marvellous statues surrounding the pool.

In a nearby area, called “Colle Olivo”, where excavations had uncovered a Roman Spa, very similar to the ones found in Ostia Antica, the ancient port of Rome, the City Town Hall obtained the license to develop popular housing.

The two sites, about one mile far from Via Appia Antica, are in hazard.

For these reasons we ask the Ministry of  Cultural Activities, the Soprintendenza Archeologica ( Archeological Superintendancy), the Soprintendenza Paesaggistica (Landscape Superintendancy) and the Local Administrators

• to Protect the area of a fallen 16th century Portal, and to rebuild it as soon as possible;

• To stop the building of popular housing near the Archeological sites;

• To comply with Article 9 of the Italian Constitution  “the Republic protects the landscape and the artistic and historical heritage of the Nation”;

• To preserve the areas of Muri dei Francesi and Colle Olivo as a cultural heritage and to protect it from those who want to make of this important area another ugly place of popular housing.

  SIGN OUR PETITION HERE

 

Fermatevi! Non seppellite i beni archeologici di Ciampino con il cemento! 1 febbraio 2013

Archiviato in: comunicati — ciampinobenecomune @ 16:42

FERMATEVI!

NON SEPPELLITE CON IL CEMENTO BELLEZZA STORIA E PAESAGGIO.

DALL’ULTIMA AREA DI VERDE RIMASTO A CIAMPINO PUO’ RIPARTIRE UNA NUOVA ECONOMIA PER LA VITA DELLA CITTA’ BENE COMUNE

La villa di Marco Valerio Messalla Corvino, rinvenuta pochi mesi fa a Ciampino nei pressi di Roma, insieme alle sette straordinarie sculture di Niobe e dei suoi figli è in pericolo. 55.000 metri cubi di cemento potrebbero essere costruiti ad appena pochi metri di distanza dall’area degli scavi e dalla piscina, scenario originale delle sculture. L’area dei rinvenimenti è denominata Muri dei Francesi, toponimo legato alla battaglia che lì si svolse e che determinò la fine della cattività avignonese del papato. Area descritta dalla stessa Soprintendenza Archeologica di notevole valore ambientale, paesaggistico, storico e monumentale già prima delle sensazionali scoperte. Conserva infatti i resti del Barco Colonna, con casali secenteschi e il portale attribuito a Girolamo Rainaldi, dichiarato fin dal 1935 patrimonio nazionale, rovinosamente crollato nel 2011 e finora non restaurato. Quel luogo, ancora intatto, ha ispirato il circolo letterario di Messalla, frequentato dai più grandi autori classici latini, luogo che con Ovidio e le sue Metamorfosi, permise l’incredibile osmosi tra letteratura e arte plastica rappresentata dal gruppo di Niobidi. A Ciampino, nell’altra area di scavo in località Colle Olivo, è già stata decisa l’edificazione di 67.000 metri cubi per l’edilizia convenzionata, ad appena 10 metri dalla piscina e dalle terme che sono state recentemente scoperte, stando agli esperti, copia fedele in scala ridotta delle Terme di Ostia Antica. Edificazione che, a ridosso della sommità del colle, compromette la particolare bellezza dell’orizzone. Ad essere in pericolo non sono solo i singoli reperti, ma “l’insieme” materiale ed immateriale costituito dai siti dei ritrovamenti tutti di straordinario valore, archeologico e paesaggistico. Tutti insistenti su di una stessa fascia, a ridosso dell’Appia Antica, tra la “Piana di Ciampino” e le prime pendici dei Castelli Romani, che interrompe il continuum edilizio tra Roma e l’area dei Colli Albani.

Per questi motivi chiediamo al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, alla Soprintendenza Archeologica, alla Soprintendenza Paesaggistica, all’Amministrazione Comunale di Ciampino:

- Di mettere urgentemente in sicurezza quanto rimane del Portale secentesco e provvedere alla sua ricostruzione.

- Di fermare le costruzioni a ridosso dei beni rinvenuti. – Che venga rispettato il dettato dell’articolo 9 della Costituzione: “La Repubblica [...] Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

- Che venga rispettato il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, in particolare prescrivendo “le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l’integrità del bene culturale, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce”.

- Che anche a Muri dei Francesi e a Colle Olivo sia attuato il criterio di tutela espresso nella recente sentenza del Consiglio di Stato in cui si afferma che “cura dell’interesse pubblico paesaggistico concerne la forma circostante, non le strette cose infisse o rinvenibili nel terreno con futuri scavi”.

- Che l’intera area del Parco dei Casali sia destinata alla città come patrimonio intangibile da salvare senza cedere a derive speculative che compromettono per sempre la ricchezza del territorio.

  Firma la nostra petizione cliccando qui

 

IL BUON GOVERNO DEL TERRITORIO 23 gennaio 2013

Archiviato in: interventi — ciampinobenecomune @ 21:58

214344465-006ca06d-82c7-45b0-b8ce-f7524a252d48di Marina Veneri, 17/01/2013

Il mio intervento vuole essere una riflessione sull’aspetto che anche Antonio Cederna ritiene cruciale rispetto al tema del nostro incontro e cioè la PIANIFICAZIONE DELLA CITTA’, L’URBANISTICA.

Tutto l’intervento potrebbe essere un collage degli scritti di Cederna,  nonostante risalgano anche a più di 50 anni fa, tanto sono attuali e calzanti rispetto alla realtà di Ciampino, come per esempio quando Cederna afferma che “LA CITTA’ MODERNA SE NON INCORPORA LA SUA STORIA, SE NON CONCEPISCE L’ANTICO, CRESCE IN MANIERA DEFORME SORRETTA DALLA SPECULAZIONE E NON DALL’OBIETTIVO DELL’INTERESSE GENERALE.

La città di Ciampino non nasce su un territorio senza storia: ora periferia romana, faceva parte della campagna, quella campagna romana che sempre è stata ammirata, fonte di ispirazione e meta di tutti i viaggiatori colti europei;  per l’antichità punto cruciale di attraversamento per le strade consolari e ancora oggi passaggio per migliaia di pendolari che scendono a Roma dai castelli romani. Ma non è stato e non è solo territorio di attraversamento, nonostante le 4 linee ferroviarie che la tagliano in 5 spicchi, su 11 kmq. Sono stati rinvenuti insediamenti dell’età del bronzo, ma soprattutto le ville romane, non casolari di servizio per l’attività agricola ma vere e proprie residenze fuori città di altissimo livello, appartenenti a persone di primissimo piano nella vita politica e culturale della Roma repubblicana e imperiale, con terme, piscine, arredi e decorazioni, scavate già dalla fine dell’ottocento e sparse per i musei di tutto il mondo. I principi Colonna proprio ai Muri dei Francesi hanno realizzato tra 1500 e 1600 il Barco Colonna, casa di campagna, probabilmente proprio su strutture più antiche, così come gli altri casali del territorio. Ciampino, che nasce città giardino ai primi del novecento, con un progetto mai portato a compimento, cresce poi tumultuosamente e con molte lottizzazioni abusive, come tutto l’anello che circonda Roma.

Nel frattempo quasi tutti si sono dimenticati della storia.

(continua…)

 

Una vita per la difesa dei Beni Culturali: Antonio Cederna 3 gennaio 2013

Archiviato in: iniziative — ciampinobenecomune @ 21:06

Incontro CedernaLe straordinarie scoperte avvenute a Ciampino hanno finalmente palesato e dimostrato a tutti il valore e l’importanza dei ritrovamenti e dei siti archeologici nel nostro comune. La rilevanza non è solo nella scoperta degli eccezionali reperti, ma nella conferma di essere di fronte ad un “Insieme” di straordinario valore, archeologico e paesaggistico, composto in una mappa che contiene, a ridosso dell’Appia Antica, ville e strade romane, cisterne, terme, il Barco Colonna con i suoi casali, il portale barocco del Rainaldi, le mole, le torri, …

Ora il confronto è su cosa si intende per “tutela di un bene culturale”.

Le aree sede dei ritrovamenti, a nostro parere, dovranno essere vincolate. Per questi luoghi non può essere concessa alcuna edificazione ma dovranno diventare parco archeologico, completamente e pienamente fruibile dai cittadini e dai visitatori. La città dovrà fare di queste aree un punto di forza di un’altra economia, che non si basi, ancora una volta sul mattone, ma sul bisogno di cultura. Ci troviamo certamente concordi con la proposta dell’amministrazione comunale, espressa nel comunicato del 9 gennaio scorso, di riaprire il grande progetto del “Parco dei Casali” e tanto più l’auspicata collaborazione con l’Università Roma Tre, ma non ci rassicura affatto l’affermazione che sembra voler confermare l’edificazione su quelle aree.

Interverranno:
l’autore, giornalista, Capo Servizio Cultura de “La Repubblica”, Francesco Erbani
Paolo Berdini – Urbanista – Università di Tor Vergata

 

Cosa ne facciamo di questa città? / 3 – Ancora due domande al sindaco.

Archiviato in: comunicati — ciampinobenecomune @ 18:22

Il Consiglio Comunale ha deliberato la vendita di Ambi.en.te, la più importante azienda partecipata del Comune di Ciampino, senza alcun coinvolgimento dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali, in un silenzio omertoso squarciato solo dalla risposta dei lavoratori. La società capofila del Lazio nella differenziata porta a porta, in attivo per 400.000 euro nel 2011, che vanta circa 300 lavoratori, perché deve essere venduta? Privatizzare significa aumentare la bolletta ai cittadini, ben oltre il già pesante 40% di aumento di quest’anno, distruggere un buon servizio faticosamente messo in piedi e regalare l’ultima fetta di mercato che manca al monopolista dei rifiuti regionali Cerroni, proprietario di quasi tutte le discariche e gli inceneritori del Lazio. Noi crediamo che anche l’immondizia, se differenziata e riciclata, sia un Bene Comune che può produrre lavoro e profitto al settore pubblico. Perché si arriva a queste scelte che vanno contro gli interessi dei cittadini, alzano le loro bollette, contribuiscono a procurare inquinamento e nessun riciclo dei materiali recuperati, ma favoriscono il monopolio del gruppo Cerroni ed alimentano il racket dei rifiuti nel Lazio?  

Privatizzare, privatizzare e ancora privatizzare. Questo sembra essere il filo conduttore della amministrazione della nostra città. Di fronte ad una innegabile riduzione delle risorse per i Comuni, con i tagli del governo Berlusconi e poi del governo “tecnico” Monti, i nostri amministratori locali si stanno prodigando, in forma eccellente, a deliberare per privatizzare molti servizi comunali. Oltre alla raccolta dei rifiuti urbani sopra accennata, in questi giorni si parla della trasformazione di due asili nido comunali in strutture private, perché il costo è oneroso per l’amministrazione. Valgono le stesse considerazioni esposte in precedenza, Ma qui si aggiunge un problema ulteriore. L’attacco alla scuola pubblica dell’attuale governo e del suo predecessore è devastante, soprattutto per la formazione delle nuove generazioni. La privatizzazione degli asili nido ne aggrava la pericolosa deriva. Ed ancora un altro fronte aperto è quello dei servizi di assistenza domiciliare e diurni: drastica riduzione delle ore, per cui molti anziani e disabili sono costretti a ricorrere o all’aiuto dei familiari o di personale privato; gli operatori sono pagati dalla cooperativa affidataria del servizio con mesi di ritardo, peggiorando ancora di più le prestazioni; si sta concretizzando il rischio che questo importante servizio si spenga lentamente, nella indifferenza della maggior parte della cittadinanza, ma soprattutto con la grave responsabilità degli amministratori. Una conclusione su quanto esposto è quasi automatica: ma per fare questa “politica” dei tagli e che privatizza selvaggiamente, servono amministratori eletti con un suffragio molto ampio e quindi ancora più rappresentativi della cittadinanza o basta un semplice funzionario, o meglio, come oggi va per la maggiore, un tecnico?

 

Cosa ne facciamo di questa città? /2 – Altre domande al Sindaco 20 dicembre 2012

Archiviato in: comunicati — ciampinobenecomune @ 23:42

Ad aprile del 2011 è crollato il portale del Rainaldi, al Casale Severa, su via dei Laghi, simbolo della città. Da allora i responsabili del danno e della incuria non hanno spostato neanche una delle pietre preziose rovinate a terra, e neanche si è cominciato ad organizzare il restauro del portale. La Soprintendenza ai Beni Paesaggistici competente, ad oltre un anno e mezzo dal crollo non ha applicato la legge che gli consente di intervenire con il restauro, in danno della proprietà che doveva garantirlo, e neppure nessun efficace intervento in merito si è registrato da parte del nostro Comune. È questo l’interesse per i beni pubblici e  la loro tutela?

Nel territorio di Ciampino si sono scoperte importanti e rilevanti emergenze archeologiche. C’è un ampio patrimonio di emergenze ambientali da tutelare che continua ad essere ignorato. Però le zone per l’espansione edilizia della 167 sono state individuate, non altrove, ma addirittura sopra queste emergenze archeologiche, permettendo una ampia possibilità edificatoria a danno del patrimonio storico e artistico ritrovato. Anche qui si dovrebbe dire grazie per le opportunità che si mantengono per tutte quelle  numerose attività edilizia del territorio, che potranno così continuare a fare affari anche nelle aree pubbliche delle zone 167, sotterrando e facendo sparire del tutto reperti e manufatti storici sotto nuove case ed edifici. Ma dovremmo lasciare che tutto vada in questo modo?

Perché da oltre un anno è stato destinato il nuovo parcheggio pubblico interrato sotto la palazzina C del municipio ad uso esclusivo del sindaco? E perché agli assessori ed ai dirigenti comunali è stato destinato in uso esclusivo il parcheggio pubblico di viale del lavoro, escludendo così cittadini e dipendenti dall’utilizzo di un bene costruito con i soldi pubblici, per l’uso di tutti e non per il godimento di pochi? È questo il corretto comportamento verso i cittadini?

Contro le precise norme di legge che impongono la pubblicazione degli atti amministrativi, sul sito web del comune continuano a mancare gran parte dei provvedimenti emessi dall’amministrazione, impedendo la conoscenza, la valutazione ed il controllo delle scelte della giunta comunale e dei dirigenti. Si impedisce la conoscenza di fatti rilevantissimi per la città, indicendo consigli comunali a porte chiuse per l’individuazione di chi ha provocato debiti milionari all’ASP, società pubblica che tutti i cittadini hanno finanziato e continuano a finanziare. Quale considerazione si dimostra  per il parere dei cittadini? È corretta questa accentuata cautela a mostrare atti e provvedimenti che dovrebbero essere pubblici?

Si continuano a mantenere segreti i dati sulle analisi che quotidianamente gli enti regionali effettuano e trasmettano al comune per la situazione ambientale della città. Così i cittadini non sono informati sullo stato e l’inquinamento dell’acqua, dell’aria, del suolo. Mentre ancora nessuno neanche conosce la dimensione dell’inquinamento provocato dall’aeroporto. Quale premura esiste per la tutela e la cura dell’ambiente e della salute dei cittadini?

In una città che ha un forte deficit di verde pubblico, non si è  dimostrata alcuna tutela per l’arredo urbano, e neanche è stato  realizzato un solo metro quadro di verde pubblico in più. Per ogni albero abbattuto non c’è stato mai nessuna sostituzione. In piazza della Pace, centro della città, i due cedri del libano abbattuti, da oltre un anno non sono stati ancora rimpiazzati. È questa l’attenzione per la città che sa dare chi mostra noncuranza per il verde pubblico e un grande favore per le costruzioni ed il cemento?

Ciampino 20 dicembre

 

 
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